Cari amici,
come sapete il 19 maggio è partito il lavoro per la redazione della piattaforma L10 Torino – le 10 proposte per il governo della Città di Torino, sulla scorta dell’esperienza maturata per le elezioni regionali.
Sabato 19 giugno al mattino si è svolto il secondo incontro plenario per la definizione della piattaforma. A partire dal documento che sintetizzava le 52 proposte fino ad allora emerse (sul blog e all’incontro del 19 maggio) si è vivacemente discusso esuccessivamente votato, per migliorare i contenuti emersi e darsi degli spunti circa strumenti già esistenti e previsti dalla Città di Torino.
Oggi, 19 luglio, la segreteria è pronta a inviare il testo redatto a partire dalle 10 priorità che hanno raccolto il maggior consenso.
A questo nuovo testo che alleghiamo, sarà possibile proporre degli emendamenti, che saranno discussi nell’incontro conclusivo che si terrà il 18 settembrealle ore 10 (Fabbrica delle E).
Gli emendamenti dovranno pervenire in forma scritta, alla mail segreteria@liberapiemonte.it, entro e non oltre il 13 settembre 2010.
Si precisa che gli emendamenti potranno essere migliorativi rispetto alla forma e alla precisione dei 10 punti emersi, ma non potranno in alcun modo aggiungere questioni nuove, perché il testo allegato è il frutto di una votazione e dunque di un processo selettivo collettivo.
Buone vacanze!
La segreteria di Libera Piemonte
Libera Piemonte nella città di Torino conta su 70 associazioni aderenti, su 6 Presidi di giovani e su 800 soci singoli.
Abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sulla campagna elettorale che porterà al nuovo Sindaco della città, convinti che la vittoria sulle mafie dipenda senz’altro dalla vittoria della democrazia e quindi della buona politica. Le mafie e la cultura mafiosa trovano spazio dove è avvilita la Costituzione. Quando la Costituzione è viva diventa naturale alternativa ad ogni privilegio e prevaricazione.
Ecco perchè essere contro le mafie per Libera non si esaurisce nel difendere “Legalità” e “Trasparenza” ma più generalmente nel promuovere una pratica politica che sia capace di cogliere bisogni e dignità di ogni cittadino, di ogni persona.
“Forza! Ne vale la pena”
(Don Luigi Ciotti)
1. Chiediamo di non candidare persone rinviate a giudizio o condannate per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione.
2. Chiediamo maggiore trasparenza amministrativa partendo da bilanci più accessibili e leggibili per la cittadinanza.
3. Chiediamo di inserire nuovi parametri per il controllo della fase di aggiudicazione degli appalti e garantire che non possano partecipare alle gare d’appalto ditte che hanno avuto contenziosi per il lavoro nero (per ex. negli ultimi 5 anni) e che non garantiscono determinati standard qualitativi (da definire con apposito regolamento).
Inoltre chiediamo di inserire nuove clausole che rendano possibile la revoca dell’appalto già assegnato.
4. Chiediamo di garantire la sicurezza degli edifici scolastici: il Comune deve fornire locali idonei e garantirne la manutenzione ordinaria e straordinaria, nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Chiediamo un’attenzione particolare all’interazione con i disabili e alle famiglie giovani con figli piccoli.
5. Chiediamo di sostenere l’aggregazione e la partecipazione dei giovani, lavorando in particolare sulla media education, valorizzando il rapporto con l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico.
6. Chiediamo l’inserimento, all’interno dei bandi, di clausole che permettano di incentivare il lavoro giovanile e che garantiscano la clausola sociale.
7. Chiediamo di riproporre con forza progetti di cohousing e mix sociale, migliorando il servizio LOCARE e la gestione del servizio case popolari, fino a prevedere interventi per dare valore alle rappresentanze sindacali per gli inquilini e creare un coordinamento delle case popolari.
8. Chiediamo il coinvolgimento delle cooperative sociali di tipo B, e non solo delle società private, nel processo di privatizzazione delle ex municipalizzate come l’AMIAT. Chiediamo altresì che non venga comunque privatizzata la gestione di beni comuni fondamentali come l’acqua.
9. Chiediamo maggiori garanzie di diritti alle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità e di politiche sull’immigrazione che prevedano percorsi di protezione, di integrazione, di advocacy e di incontro tra italiani e stranieri per contrastare atteggiamenti razzisti e xenofobi.
10. Chiediamo che gli sforzi culturali ed economici per le manifestazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e in particolare la mostra “Fare gli Italiani” non vadano sprecati: la mostra potrebbe diventare un laboratorio permanente di riflessione e formazione a partire dallo snodo inclusione/esclusione, con l’obiettivo di capire il senso che questo binomio ha assunto nella storia e assume nel presente della nostra città.
